Il comunicato unitario del 12 luglio 2011, emesso dalle segreterie nazionali, ha voluto segnare un momento di svolta importante nella trattativa con l’ANIA per il rinnovo del CCNL, scaduto ormai da quasi 2 anni.

In quel comunicato si affermava l’esigenza irrinunciabile di coinvolgere nuovamente la categoria, dopo la grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori agli scioperi dei mesi di marzo e aprile 2011. Questo nell’ottica di instaurare rapporti di forza più stringenti e avanzati, determinare condizioni negoziali più favorevoli e conseguire, alla fine, risultati all’altezza delle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Il tentativo dell’ANIA di depotenziare il CCNL, destrutturandone l’attuale assetto e svilendo l’impianto della piattaforma rivendicativa, ha reso ineludibile la scelta del sindacato nazionale di indire lo stato di agitazione della categoria.

Questa spinta coincideva anche con la voglia di partecipazione e con la richiesta di maggiore democrazia che proveniva dal Paese. Il successo delle forze del centro-sinistra alle ultime elezioni amministrative, seguito da quello referendario, ne hanno rappresentato alcune delle prove più tangibili; e così anche la riuscita dello sciopero generale, indetto dalla CGIL per il 6 settembre scorso, ha potuto beneficiare di questo nuovo clima vertenziale.

Contrariamente alle attese, a fine settembre, si registra, invece, il silenzio dell’ANIA e un ritardo nell’azione del sindacato di categoria, che rischia di comprometterne l’efficacia, che crea disorientamento nel quadro sindacale ed evidenzia un’incoerenza tra gli annunci e i fatti concreti. Questa discrepanza va sormontata e il vuoto percepito va colmato senza ulteriori indugi, a meno di significative aperture da parte delle imprese, programmando rapidamente quel percorso di mobilitazione che era stato proclamato.

I rischi che incombono sulla categoria, oggetto del comunicato prima citato, impongono al sindacato di attuare prassi immediate, volte a innalzare e omogeneizzare i livelli di consapevolezza sulle sfide che attendono la categoria.

Per la FISAC/CGIL la centralità di tutti i soggetti deboli della filiera produttiva delle assicurazioni, la difesa dell’area contrattuale e il rafforzamento delle condizioni salariali, costituiscono i fattori imprescindibili per ribadire un orizzonte, di breve e di lungo periodo, di miglioramento del trattamento economico e normativo delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro settore, di tenuta delle professionalità e di maggiori certezze occupazionali.

La Cgil che vogliamo“, nel quadro di un governo unitario della nostra organizzazione, sta continuando ad esercitare la sua funzione di stimolo, affinché tutta la Fisac Cgil possa esercitare maggiore coerenza nella sua azione. Per far questo è necessario ed imprescindibile ristabilire il rapporto con le lavoratrici ed i lavoratori e coinvolgerli nelle scelte di questo difficile rinnovo contrattuale.

FISAC/CGIL
Area programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO